Effetti fisiologici e comportamentali della meditazione

meditazione

Effetti fisiologici della meditazione sui sistemi:

Cardiovascolare

  • riduzione del numero di battiti cardiaci (fino a sette battiti al minuto)
  • ridistribuzione del flusso sanguigno con abbassamento della pressione sistolica e diastolica, rilassamento della muscolatura piccola e grande, che ha a che fare con il sistema circolatorio;
  • precoce guarigione dalle malattie cardiovascolari;
  • minore incidenza di sintomi cronici.

Corticale

  • aumento del ritmo alpha (onde lente, a elevata ampiezza);
  • persistenza delle modifiche fisiologiche registrate con elettroencefalogramma anche dopo il termine della pratica meditativa;
  • aumento delle onde theta, accompagnato da un senso di pace, abbandono, piacevolezza, autoconsapevolezza;
  • aumento delle onde beta ad alta frequenza accompagnato da intensa concentrazione;
  • differente reattività cerebrale, registrata tramite elettroencefalogramma, agli stimoli esterni da parte di praticanti yoga (minore reattività) rispetto ai praticanti zen (maggiore);
  • padronanza del funzionamento di alcune aree cerebrali: secondo alcune ricerche l’emisfero cerebrale destro pare essere più attivo del sinistro, che viene sospeso o inibito mentre altre registrano l’effetto opposto, con il sinistro associato a emozioni positive e a un sistema immunitario più reattivo. In generale, è stata più volte riscontrata la capacità di emettere risposte corticali specifiche, volontarie, inibendo alcune aree e attivandone altre;
  • condizioni elettroencefalografiche simili a una sorta di autoipnotismo simile alla trance o al sonno ipnotico;
  • abbassamento dei livelli di alcune sostanze come adrenalina, cortisolo, ormone della crescita, TSH, prolattina, lattato, colesterolo, con conseguente riduzione di ansia e stress;
  • innalzamento dei livelli di catecolamine, proteine seriche, norepinefrina, in assenza di aumento di pressione sanguigna o battito cardiaco.

Metabolico e respiratorio

  • riduzione del consumo di ossigeno durante la pratica meditativa, di emissione di anidride carbonica e del volume respiratorio;
  • tensione muscolare ridotta, registrata tramite elettromiografia;
  • la posizione del loto, a eccezione di quella sdraiata, pare essere quella che meglio favorisce il rilassamento muscolare;
  • bassa resistenza della cute in risposta al test galvanico della pelle come indice di una condizione di scarso stress.

Altri effetti fisiologici:

  • zona frontale e occipitale della corteccia cerebrale altamente reattive;
  • aumento del volume salivare, riduzione delle proteine contenute, dei batteri (con notevole effetto anticarie), aumento delle amilasi, innalzamento del ph, in concomitanza con la riduzione del livello di stress.

Trattamento delle malattie

  • riduzione della sensibilità dei ricettori della norepinefrina, che induce una diminuzione dei sintomi premestruali;
  • diminuzione del livello di glucosio nel sangue, con notevole beneficio in caso di diabete di tipo II;
  • miglioramento dei sintomi associati all’asma;
  • diminuzione dei sintomi connessi alla psoriasi;
  • attenuazione dei disturbi connessi alla fibromi algia;
  • riduzione del dolore associato ai tumori e, in alcuni casi, regressione delle stesse masse metastatiche;
  • atteggiamento più positivo e fiducioso verso la vita nei pazienti tumorali;
  • cambiamento volontario della temperatura corporea (innalzamento in specifiche parti del corpo);
  • efficacia nell’alleviare dolori cronici (emicrania, ansia, sofferenze post esami clinici);
  • controllo di risposte involontarie in gruppi di sportivi, con un maggiore senso di autocontrollo percepito.

Effetti psichiatrici

  • utile in caso di dipendenza da sostanze;
  • allevia sintomi di claustrofobia, ansia, stress, nevrosi;
  • efficace contro l’obesità;
  • utile contro l’insonnia.

Effetti comportamentali

  • affinamento delle abilità cognitive e percettive;
  • capacità di resistere alle influenze dei giudizi di chi sta intorno.

Abilità percettive

  • aumento della sensibilità visiva;
  • soglia uditiva più bassa rispetto ai non praticanti;
  • capacità di essere meno suscettibili ai fastidi indotti dai rumori;
  • maggiore cura nell’esecuzione delle performance motorie percettive;
  • attenzione marcata;
  • capacità superiori di discriminare e ricordare toni musicali.

Abilità motorie percettive e tempi di reazione

  • quanto più prolungato è il periodo di pratica, tanto più le performance motorie percettive si affinano;
  • aumento del senso di allerta;
  • incremento della flessibilità percettiva, attenuazione degli automatismi nelle risposte emotive e percettive;
  • affinamento del locus di controllo interno (che rende indipendenti rispetto a ciò che ci circonda).

Altre abilità cognitive

  • maggiore attenzione, concentrazione e minore suscettibilità a stimoli disturbanti, sia interni, sia esterni;
  • migliori prestazioni in test che misurano l’intelligenza non verbale;
  • senso di autoefficacia percepita più intensa nel compiere mansioni assegnate;
  • minor senso di ansia e tensione nell’esecuzione di compiti assegnati;
  • innalzamento del livello di moralità;
  • aumento delle capacità di memorizzazione, rievocazione, ricordo.

Abilità emotive e affettive

  • incremento dell’empatia, cioè della capacità di mettersi nei panni degli altri e di provare le loro emozioni e vissuti;
  • aumento dell’apertura all’esperienza;
  • accentuazione del senso di autorealizzazione;
  • capacità di risolvere nodi e blocchi del passato, grazie a una di regressione profonda, che rende aperti e liberi di fronte alle nuove esperienze;
  • incremento della creatività, dell’originalità, della capacità di visualizzazione, della fantasia;
  • percezione della condizione di flusso (immedesimazione estrema in quel che si sta compiendo, con riduzione concomitante degli stimoli spazio-temporali, personali, ecc.), che si evidenzia soprattutto nel lavoro e nello sprot (peak performance);
  • incremento delle capacità di produzione quantitativa e qualitativa;
  • capacità di percepire ed esprimere le proprie sensazioni ed emozioni;
  • maggiore senso dell’umorismo;
  • crescita nel senso di autorealizzazione e di messa a frutto delle proprie potenzialità (nel caso di pratica prolungata almeno dodici mesi);
  • salute psicologica migliore;
  • migliore immagine di sé percepita;
  • incremento dell’autostima, delle capacità di riflessione, della calma, riduzione dell’aggressività e dell’impulsività;
  • maggiore vicinanza tra il proprio senso di sé reale (come sono), ideale (come vorrei essere) e normativo (come dovrei essere);
  • minori livelli di nevroticismo, ansia e di ricorso a droghe (direttamente proporzionale al periodo di pratica);
  • diminuzione del senso di nervosismo, rabbia, depressione, inibizione, maggiore socievolezza, fiducia di sé, stabilità emotiva, capacità di fare affidamento sulle proprie forze, autostima, fiducia negli altri;
  • miglioramento e risoluzione dei sintomi associati ad ansia e disturbi di panico;
  • maggiore percezione della propria femminilità e mascolinità, intesa come accettazione piena del proprio essere.

Percezioni soggettive

  • serenità d’animo: rappresenta la condizione di base per la crescita spirituale, che induce stabilità, distacco, tranquillità;
  • distacco: è la non identificazione con il dolore o con il dialogo interno, la piena consapevolezza di sé e del mondo esterno, con uno sguardo da osservatore non giudicante. Questo consente di coltivare la spiritualità, la libertà interna e di raggiungere un senso di unità con il mondo;
  • ineffabilità: la meditazione permette di vivere esperienza che difficilmente si possono descrivere, come il senso del misticismo e di unione con il divino;,
  • beatitudine: si declina in vissuti di calma, quiete, pace, piacevolezza, contentezza, rilassamento privo di pensieri, calore, sospensione, concentrazione, tranquillità;
  • energia ed eccitazione: si concretizzano in movimenti spontanei del corpo che generano rilassamento e si accompagnano a un rilascio emotivo. Il recupero di energie dopo una seduta di meditazione può perdurare anche per alcuni giorni in seguito a essa;
  • immagine alterata di sé: in alcuni tipi di meditazione l’attenzione prolungata sull’oggetto della meditazione consente di andare oltre il livello ordinario di coscienza e di perdere percezione corporea, in altri, invece, si trascende l’ego, ma la percezione della propria fisicità resta più viva che mai;
  • allucinazioni: possono verificarsi allucinazioni uditive o visive, o esperienze somatiche inconsuete;
  • sogni: è possibile la comparsa di sogni eccezionalmente vividi, con ampia presenza di archetipi, elementi che riflettono i temi universali principali. Tali sogni vengono più facilmente ricordati da coloro che praticano la meditazione in modo completo e prolungato nel tempo:
  • sinestesie: tra i praticanti sono frequenti esperienze sinestesiche, percezioni a modalità incrociata in cui, ad esempio, un’immagine induce una percezione olfattiva, una uditiva ne stimola una visiva e via dicendo;
  • esperienze extrasensoriali e parapsicologiche;
  • percezioni ben distinte; soprattutto a livello visivo. Si verifica una notevole consapevolezza dei processi del proprio corpo, nella percezione di sé, del tempo, dei propri sensi. Lo stato in cui ci si viene a trovare appare chiaro e distinto

 Ambito professionale

  • incremento delle prestazioni e delle soddisfazioni professionali;
  • miglioramento delle relazioni con i colleghi e i superiori;
  • minori ansie legate alla promozione (minor arrivismo);
  • maggiori successi professionali in minor tempo;
  • affinamento delle capacità percettive e mnemoniche;
  • maggior capacità di giudizio autonomo immune dalle influenze altrui;
  • incremento del valore dell’intelligenza;
  • maggiore originalità e flessibilità:
  • più profonda realizzazione di sé;
  • maggior rilassamento, minore ansia e tensione;
  • salute più robusta, a livello fisico e mentale, maggiore vitalità ed energia;
  • migliore qualità del sonno;
  • minori disturbi di salute, quali mal di testa e mal di schiena;
  • sviluppo del senso di saggezza e compassione;
  • più profonda percezione del valore e dell’utilità di ciò che si fa;
  • maggiore senso di responsabilità;
  • capacità di accettare e di perseguire il cambiamento;
  • sviluppo del senso dell’integrità e dell’etica;
  • più marcate doti di leadership;
  • maggiore spirito di lavoro di squadra;
  • miglioramento delle abilità di comunicazione;
  • capacità di costruire uno spazio per la riflessione e il dialogo;
  • maggior senso di leggerezza, pur nell’impegno;
  • più ampia capacità di bilanciare vita familiare e professionale;
  • maggior capacità di conciliare gli aspetti concreti e spirituali della vita e del lavoro.

Tratto da: La vita professionale e la pratica meditativa di Anna Fata, Ed. il punto d’incontro

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